
Il nostro obbiettivo è volto al Sostegno delle Cure Palliative mediante azioni di promozione delle cure domiciliari a pazienti oncologici o non in fase critica o terminale; in tale contesto, peculiare attenzione sarà dedicata alla umanizzazione dell’assistenza per i malati terminali
SOSTEGNO DELLE CURE PALLIATIVE attuato attraverso:
- Azioni di supporto logistico al Centro Cure Palliative:
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 1990, ha dato la seguente definizione di cure palliative: "L'assistenza (care) globale, attiva, di quei pazienti la cui malattia non risponda ai trattamenti curativi. E' fondamentale affrontare e controllare il dolore, gli altri sintomi e le problematiche psicologiche, sociali e spirituali. L'obiettivo delle cure palliative e' il raggiungimento della migliore qualità di vita per i pazienti e per le loro famiglie. Molti aspetti dell'approccio palliativo sono applicabili anche piu' precocemente nel corso della malattia".
Secondo la definizione del National Council for Hospice and Palliative Care Services WHO-OMS 1990 modificata dalla Commissione ministeriale per le cure palliative 1999, le cure palliative affermano il valore della vita e considerano il morire come un evento naturale non accelerano né ritardano la morte provvedono al sollievo dal dolore e dagli altri disturbi integrano gli aspetti psicologici e spirituali dell’assistenza aiutano i pazienti a vivere in maniera attiva fino alla morte sostengono la famiglia durante la malattia e il lutto.
Il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 GU 10.12.98 in relazione all’Assistenza alle persone nella fase terminale della vita riporta:
«Le persone affette da patologie evolutive irreversibili, per le quali non esistano trattamenti risolutivi, necessitano di una assistenza finalizzata al controllo del dolore, alla prevenzione e cura delle infezioni, al trattamento fisioterapico e al supporto psicosociale. Oltre al paziente l’attenzione deve essere rivolta ai familiari, prima e dopo il decesso del malato. In questi casi, un’assistenza di buona qualità deve offrire la possibilità di trascorrere l’ultima parte della vita in famiglia, o quando questo non é possibile, in strutture di ricovero adeguate alla natura dei problemi.»
Afferma inoltre che uno degli Obiettivi «è migliorare l’assistenza erogata alle persone che affrontano la fase terminale della vita» e decide che «a tal fine sono da privilegiare, tra l’altro, le azioni volte :
Al potenziamento dell’assistenza medica e infermieristica a domicilio;
Al potenziamento degli interventi di terapia palliativa ed antalgica;
Al sostegno psicosociale al malato e ai suoi familiari;
Alla promozione e al coordinamento del volontariato di assistenza ai malati terminali;
In base a quanto detto è ormai evidente che si è sviluppato in tutto il mondo e nel nostro Paese, un movimento di pensiero sulle cure palliative che ha letteralmente sconvolto e modificato tutti i piani sanitari nazionali, regionali e aziendali. La qualità della vita e il controllo del dolore in pazienti considerati “terminali” sono considerati oramai delle priorità e lo stesso Ministero della Salute considera obiettivo strategico la messa a punto di piani certificati di erogazione sanitaria in Cure Palliative.
La ASL 1 ha messo a punto per l’assistenza domiciliare, un piano in Rete come raccomandato dai Piani Sanitari Nazionale e Regionale, che prevede la messa in campo di diversi attori che con ruoli diversi e complementari sappiano coprire il bisogno crescente della popolazione dei pazienti terminali.
- Azioni mirate alla umanizzazione dell’assistenza sanitaria ai malati terminali:
Nell’ambito delle Cure Palliative e in particolare delle Cure di Fine Vita rivestono peso specifico crescente la Comunicazione e l’Etica.
La Comunicazione che riveste in qualsiasi ambito un ruolo strategico non disgiunto e di pari grado alla stessa prestazione sanitaria, nel contesto delle Cure Palliative diviene fondamentale per la realizzazione degli obiettivi miranti alla gestione ottimale di un paziente terminale.
Nell’ambito della terminalità qualunque decisione terapeutica non può prescindere da aspetti etici inerenti la dignità della persona, l’accanimento terapeutico, il trattamento del dolore ecc.
La formazione e l’inserimento di figure “di settore”può diventare centrale nella gestione delle “attese” degli esiti strumentali e dei momenti di sconforto per le cattive notizie e nei momenti nei quali si aggrava la malattia. Piani sperimentali integrati fra Azienda e Fondazione potranno consentire l’inizio di tale percorso.
A tale riguardo verrà posta particolare attenzione alla assistenza spirituale che tenga conto della volontà del malato e della sua estrazione religiosa.
Altro aspetto peculiare della umanizzazione dell’assistenza è rappresentato dalla cura dell’approccio psicologico alle categorie svantaggiate di ammalati come gli anziani, gli oncologici, i terminali, ma anche ai loro familiari e alla gestione del loro lutto.
Attraverso la Fondazione si intende favorire tutte le azioni mirate al raggiungimento di tali obiettivi integrando le equipes strutturate con figure (religiosi, animatori) dedicate e formate.
Direttive anticipate, Volontà del morente, Beneficialità del morente, non Maleficialità del morente, Equa Distribuzione delle risorse, Sedazione Terminale, Eutanasia rappresentano problematiche di tipo etico dalle quali la Società non potrà sottrarsi e delle quali gli addetti ai lavori non dovranno tenerne conto in futuro prossimo se non in un incipiente presente.
La nascita di un Comitato Etico consultivo formato da personalità, religiosi, giuristi, filosofi, medici e altri addetti ai lavori, contribuirà a risolvere situazioni di conflittualità o casi limite dove qualunque decisione terapeutica potrebbe ledere quello che è il diritto primordiale di un morente e cioè la propria dignità.
- Azioni di promozione dell’assistenza domiciliare:
Il processo di deospedalizzazione in Italia è una realtà oramai consolidata. La gestione di un ammalato a domicilio costa un terzo rispetto a un ricovero ordinario. L’ottima compliance di un ammalato oncologico critico o terminale, assistito a domicilio, ha convertito anche i più scettici a tale tipo di erogazione sanitaria che si avvale sempre più di tecnologia dedicata. La Telemedicina consente una comunicazione in rete che fino a qualche anno fa era inimmaginabile e apre nuove prospettive e nuove frontiere che ben si conciliano in un contesto demografico a bassa densità abitativa che è il nostro territorio.
- L’organizzazione di Convegni divulgativi e promozionali potrà dare il giusto risalto a tutto ciò che
oggi l’assistenza domiciliare rappresenta, in modo che tutti i cittadini aventi diritto possano giovarsi di tale Servizio.
- La formazione di personale laico di supporto all’assistenza consentirà un valore aggiunto al servizio migliorandone il grado di umanizzazione.
- La raccolta di fondi a sostegno d'iniziative socio-assistenziali in particolari situazioni di carenze e di bisogno colmerà gli inevitabili vuoti istituzionali. |